Anime Salve

Anime Salve – Fabrizio De Andrè Live

Essendo la canzone da cui ho preso il titolo del mio blog avevo piacere a condividerla con voi.

Non intendo commentarla ne dirvi cosa ne penso per non influenzare il vostro giudizio.

Buon Ascolto

Testo canzone

Mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate

canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d’amore

senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde

spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate

saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora

che bell’inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni

mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani

che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia

e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia

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Dedica al Futuro

Mi piace come guardi le cose

come sorridi alla vita

come cammini per strada;

i tuoi occhi verdi brillano

la tua voce squilla,

il tuo sorriso è un onda che si infrange sulla spiaggia.

Sei un’orchestra che suona Mozart

sei un atleta che salta l’ostacolo

sei un albero di frutta a primavera.

Esercizio creativo: ad ogni foto una storia.

Come scritto nella presentazione, da qualche mese frequento una scuola di scrittura creativa.

In una delle ultime lezioni abbiamo fatto un esercizio pratico che oggi vorrei qui condividere: si tratta di descrivere una o più foto di persone sconosciute inventando una storia e una vita a questi personaggi.

Io per il momento ho scelto due personaggi (due foto) e li ho inseriti in una ambientazione realistica da me inventata.

Potrebbe essere l’inizio di un racconto o magari chissà di un romanzo.

In futuro voglio condividere qui l’evoluzione di questi personaggi, magari anche con l’introduzione di nuovi con nuove foto.

Spero vi piaccia, buona lettura.

Federico

La voce meccanica annunciò il motivo per cui il treno era fermo da ormai mezz’ora: duecento metri davanti a loro quasi 500 persone occupavano i binari, compatti sventolavano bandiere dei vari sindacati, uno striscione a sfondo giallo con una scritta nera in cui si spiegava i motivi della protesta.

Dal finestrino Federico non riusciva a vedere i manifestanti, ma la notizia era già sui principali giornali nazionali e già giravano le foto dell’evento in molti siti web.

Appena finì l’annuncio molte persone iniziarono a lamentarsi provocando un brusio di voci proveniente da tutta la carrozza; intanto Federico alternava veloci occhiate fuori dal finestrino, brevi e confusi appunti su di un vecchio taccuino e la lettura di un grosso libro foderato in carta marrone.

Federico aveva 32 anni, portava spesso un cappellino blu per proteggersi gli occhi dal sole, vestiva spesso sportivo, ma solo per comodità, perché di sport ne faceva molto poco, sopratutto da quando aveva iniziato a lavorare.

Aveva preso parecchi chili negli ultimi mesi e ancora rimandava l’inizio di una dieta ferrea, era cosciente di mangiare troppo e soprattutto mangiare male.

Il lavoro che svolgeva lo teneva molto fuori casa e ciò sicuramente non aiutava.

Qualche posto più avanti, nella fila opposta a Federico, un anziano signore, con una grossa valigia rossa fra le gambe, guardava davanti a sè con un sorriso appena accennato, in testa portava una coppola grigia.

Pochi secondi dopo il signore sentendo un rumore proveniente da dietro si girò molto velocemente, quasi spaventato, così incrociò lo sguardo di Federico che da qualche secondo lo stava osservando: l’anziano aveva gli occhi lucidi.

Federico abbassò subito lo sguardo verso il suo libro e poi appuntò una frase sul suo taccuino.

Alcune poesie per iniziare

Circa un anno fa scrissi per la prima volta alcune poesie, o meglio alla prima scrittura erano più filastrocche in rima che poesie vere e proprie,tuttavia lo trovai comunque molto divertente e appassionante, tanto che con il con il tempo, talvolta aspettando i momenti di maggiore ispirazione, ho continuato a scrivere poesie.

Oggi ho deciso di pubblicarne alcune su questo blog. Spero siano di vostro gradimento.

In fondo trascrivo un pensiero sulla poesia e sui poeti tratto da un intervista a F. De Andrè, trascrivo anche la domanda del giornalista per maggiore chiarezza, non si tratta quindi di un mio pensiero, ma ovviamente lo condivido totalmente.

Mi piacerebbe sapere che ne pensate di quella frase e dell’ argomento in questione.

  • Stazione ferroviaria

Quell’uomo che corre per prendere il treno,

mi fa sorridere mentre cammino;

è stupido seguire qualcosa che ha fretta,

e non ti attende,

tu aspetta il prossimo e non ti affannare,

tanto all’arrivo, sicuramente

non c’è nessuno ad aspettare.

  • Altalena

Altalena di metallo grigio

freddo d’inverno,

dondolio regolare e fraterno,

si alza in cielo

Più in alto di un grattacielo,

Poi torni a terra

E tuo padre ti afferra.

  • La fine e l’inizio

Il sogno svanisce in quell’istante,

Ora sei sveglio,

La luce del mattino è accecante,

Il letto ti rapisce

il corpo diventa pesante

più di cento chili,

inventi giochi infantili

per passare il tempo,

in quel letto magnetico

che non ti lascia andare.

  • Gabbiani

Soave si adagia sul velluto verdastro

un libero gruppo di bianchi gabbiani.

Lievemente scosso dal morbido planare

il velluto si scopre in movimento,

lentamente continua

a cambiare.

  • Zona protetta-1995

Loro c’erano, ma non è servito

hanno lasciato scorrere il vento, hanno versato lacrime rosse

loro c’erano, ma non è servito

hanno accolto la non

umana crudeltà

loro c’erano, chiedere solo scusa

forse non basterà.

Domanda del giornalista: Ti consideri più cantautore o più poeta?

A questa domanda ti devo rispondere come tante altre volte ho risposto: Benedetto Croce diceva che fino all’età dei 18 anni tutti scrivono poesie, dai 18 anni in poi rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini, quindi io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore. Fabrizio De AndrèA questa domanda ti devo rispondere come tante altre volte ho risposto: Benedetto Croce diceva che fino all’età dei 18 anni tutti scrivono poesie, dai 18 anni in poi rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini, quindi io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore.

Fabrizio De Andrè

Chi sono e cosa vi propongo

Mi chiamo Andrea, ho 23 anni.

Sono studente di Scienze Politiche all’Università di Pisa.

Mi piace la musica in particolare i cantautori italiani come De André, Rino Gaetano, Dalla e Baglioni.

Ma soprattutto mi piace molto scrivere: ho scritto alcune poesie, frequento dei corsi di scrittura creativa e mi sto esercitando scrivendo racconti.

Qualche sera fa, durante un temporale che mi obbligava a restare a casa, ho deciso di aprire questo blog personale.

Prima mi sono voluto informare su internet, su come funzionasse, cosa e come si possa scrivere un blog: ho trovato molti consigli utili, per esempio specializzarsi su un settore o un argomento specifico; credo sia una ottima idea, ma trattandosi di scrittura creativa ho deciso di non limitarmi ad un unico argomento e di restare abbastanza vago.

Fino ad ora scritto solo per me, ma ultimamente mi sono accorto di aver bisogno di condividere con altre persone ciò che scrivo, si tratta principalmente di poesie, racconti e alcune riflessioni sul mondo e sull’attualità.

Oltre alla lettura sono ovviamente molto graditi commenti e opinioni personali, magari ben argomentate.